Un filosofo che vuol strafare

Ho grande stima, considerazione e attenzione per il professor Massimo Cacciari, ma ho il timore che sia sempre più affetto da protagonismo a tutti i costi. Mi ha sinceramente sorpreso lo scomposto e strafottente attacco culturale da lui fatto al presidente Mattarella per le dichiarazioni inerenti i rischi storici corsi dalla Russia in materia di imperialismo.

Quando non gli si dà ragione inizia a muoversi nervosamente, sbuffa, e puntualmente erutta l’iconico: “Sono trent’anni che lo dico!”. Parliamo ovviamente di Massimo Cacciari, filosofo italiano ed ex sindaco di Venezia, ospite fisso dei talk show italiani. Da brillante allievo di Hegel qual è, sa bene che la filosofia, come la Nottola di Minerva, arriva sempre al tramonto di un’epoca e tenta di spiegare l’intrinseca razionalità della sua parabola. Lui, invece, arriva prima di cena e spiega come si sarebbe dovuto fare, che se solo avessimo studiato i libri che dice lui lo avremmo pre-visto (il trattino è per imitarne lo stile di scrittura).

E così, con la solita albagia spirituale, liquida come “puttanate” le parole Mattarella su Russia e Terzo Reich, rimembrando il sacrificio dei soldati sovietici per liberarci dai nazisti. E pazienza se il Presidente della Repubblica non ha mai paragonato direttamente la Russia di oggi alla Germania nazista, ma ha detto correttamente che le guerre di conquista hanno sempre una natura simile, dinanzi alla quale ogni tentativo di “appeasement”, cioè di ingenuo “accomodamento pacificatorio”, rischia di essere inefficace e controproducente. Cacciari è dotato di una forza speculativa di prim’ordine connessa a una cultura vastissima, e non lo si può certo associare alla brigata dell’antiamericanismo rozzo e del nostalgismo sovietico. Eppure anche lui, sull’Ucraina, abita più o meno la medesima narrazione della “complessità”, che inserisce l’invasione di Putin in un telaio dell’antagonismo tra imperi talmente intricato da far perdere le tracce delle responsabilità. (da “Il Pensiero Storico – rivista internazionale di storia delle idee”, articolo originariamente pubblicato il 1° marzo 2025 sul quotidiano “L’Altravoce – il Quotidiano nazionale” a firma di Alfonso Lanzieri (1985), dottore di ricerca in filosofia dal 2017)

È evidente e condannabile che l’Europa si sia appiattita sulla sterile autodifesa di principi e non abbia rischiato alcuna via diplomatica su cui basare il reale contrasto all’invasione dell’Ucraina. Ciò non toglie che la Russia stia percorrendo strade storicamente imperialistiche e che ciò lo si debba affermare a piene lettere senza indulgenze e senza opportunismi. Sergio Mattarella ha tentato proprio di coniugare questi due aspetti e lo ha fatto con eloquenza culturale, coerenza storica e credibilità politica.

Forse è il caso che Massimo Cacciari si dia una calmata per uscire da una sorta di sistematico e sterile scetticismo. Nessuno ha la verità assoluta in tasca: come spesso ho sentito dire da lui stesso, bisogna ragionare!

Sono personaggi come Mattarella ad avere il carisma per rilanciare il ruolo dell’Europa: non oscuriamo, per amor di Dio, questi spiragli di luce, magari solo per cattivo gusto catastrofista, per ridimensionare la portata dei principi, per non disturbare i manovratori finalmente usciti allo scoperto, per essere più machiavellici di Machiavelli. Per favore, lasciateci respirare, se non a pieni polmoni, almeno con l’aiuto di chi ha fiato per l’europeismo autentico e per la ricerca di una pace giusta.