Il Manifesto di Ventotene è un testo scritto nel 1941 da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, con il contributo di Eugenio Colorni, durante il loro confino sull’isola di Ventotene imposto dal regime fascista. È considerato il testo fondativo del pensiero federalista europeo e una delle basi ideologiche dell’integrazione europea.
“Spero non l’abbiano mai letto, perché l’alternativa sarebbe spaventosa”. La premier sfida l’opposizione leggendo alcuni passaggi di uno dei testi fondanti dell’Unione Europea. Frasi pesanti. “La rivoluzione, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista”. Oppure: “La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso”. La reazione? Fischi, urla, proteste. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, sospende la seduta.
Si riprende, ma il clima resta rovente. Meloni incalza: “Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia”. L’opposizione insorge, chiede le scuse. La seduta viene sospesa di nuovo.
Qualsiasi documento politico non può essere letto in modo trivialmente fazioso, ma al contrario va inserito nel suo contesto storico e interpretato alla luce dei principi a cui fa riferimento. Vale per la Costituzione italiana così come vale per il manifesto di Ventotene: anche il Vangelo può essere strumentalizzato a fini polemici.
Dice papa Francesco: «Parlare sempre dei poveri non è comunismo, è la bandiera del Vangelo». Parlare di socialismo e di funzione sociale della proprietà privata non è comunismo, ma autentico europeismo e richiamo ai valori di democrazia e giustizia sociale.
Fa letteralmente schifo che il presidente del Consiglio per difendere il suo euroscetticismo attacchi l’europeismo di chi in esso credeva veramente pagando di persona. Se non è fascismo questo…Se non è trumpismo… Gli italiani capiranno? In Europa cosa penseranno? Qual è l’Europa di Giorgia Meloni? Non l’ho capito e, se l’ho capito, non è la mia Europa. Gira e rigira torniamo sempre più a concezioni e metodi di stampo fascista e nazionalista. La Meloni non parlava ai suoi adepti, ma al Parlamento: forse lo considera un’aula sorda e grigia. Forse è irritata dal fatto che, bene o male, gli italiani siano scesi in piazza: una protesta oggi e una domani, non si sa dove si potrà andare a finire. Attenzione a non strafare, a non esagerare con la mordacchia… Sappia Meloni che Trump può contare su Musk, mentre lei può contare su Salvini e c.
Avrà il coraggio di ripetere queste oscenità politiche al prossimo Consiglio d’Europa? Sarà meglio che le tenga di scorta per il primo incontro che le verrà concesso alla Casa Bianca: lì si potrà sfogare…