Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani condanna severamente l’ennesimo attacco verbale giunto dalla Russia nei confronti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Il Presidente della Repubblica è un uomo di pace e simbolo di unità nazionale ed europea”, ha affermato. A seguito dell’attacco, Tajani ha chiesto al segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, di convocare l’ambasciatore della Federazione Russa a Roma. (Ansa.it)
Credo che gli italiani e il loro presidente debbano sentirsi onorati da questi reiterati attacchi. Innanzitutto essere nel mirino di uno dei più grandi delinquenti della storia di tutti i tempi vuol dire essere nel giusto. In secondo luogo evidentemente Sergio Mattarella dimostra, se mai ce ne fosse ulteriore bisogno, di essere portatore di un’alta visione democratica che tocca nel vivo dell’imperante disordine internazionale.
Mi resta tuttavia un dubbio atroce: siamo sicuri che questi attacchi siano farina del sacco putiniano o non siano qualcosa di ben più grande e mirato? Per parlare fuori dai denti, io ci vedo molta più acredine trumpiana che ira putiniana: d’altra parte, se non è zuppa, è pan bagnato. Probabilmente Sergio Mattarella è rimasto unico e coerente difensore di un ordine mondiale fondato sul ruolo dell’Europa e, come tale, viene considerato un corpo estraneo da neutralizzare. I valori, i principi, le idealità, nonostante tutto, danno molto fastidio e chi ne è portatore deve essere tacitato e/o squalificato.
Secondo dubbio atroce: vedo una certa qual rassegnata assuefazione a questi attacchi da parte del governo italiano. Difendere Mattarella è uno spontaneo imperativo morale e politico o è una fastidiosa pratica diplomatica da sbrigare senza troppo clamore? Non si sa mai che di sponda il manovratore Trump e i suoi sodali possano essere irritati o disturbati…
Viviamo tempi in cui scegliere è sconsigliabile, meglio fare i pesci in barile, dare un colpo al cerchio trumpiano e uno alla botte europea. Questo gioco è portato allo scoperto dalla linearità di pensiero e di comportamento da parte del presidente Mattarella. Credere nell’Europa è diventato un pericolo, avere dignità proveniente dalla Costituzione è considerato un inutile orpello, puntare ad un ordine mondiale fondato sul dialogo e sul rispetto delle lezioni della storia è qualcosa di anacronistico.
Considero Sergio Mattarella come l’ultimo dei giusti: senza inutili clamori, rende testimonianza alla vera politica. Una lezione continua, che rompe le scatole a chi non vuol imparare dalla storia e che costringe provocatoriamente ad un profondo esame di coscienza alla luce della Costituzione e dei trattati europei.
Cosa volete che importi tutto ciò ai delinquenti che (s)governano il mondo? Eppure a giudicare dalle reazioni, russe o americane che siano, qualcosa le idee contano ancora e, se il più becero dei capitalismi digitali ha i secoli contati, anche la più debole e fragile delle democrazie ha gli anticorpi per resistere agli attacchi delle autocrazie.